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Anche da Israele arriva la notizia di un’altra pillola anticoncezionale maschile, si tratterebbe di una molecola in grado di sopprimere la capacità fecondativa degli spermatozoi e, quindi, non avrebbe conseguenze sulla loro produzione. Un gruppo di ricercatori israeliani della Bar-Ilan University di Ramat Gan, avrebbe già avuto successi notevoli con la sperimentazione sui topi. Il contraccettivo in questione non agisce sugli ormoni, come accade con la pillola delle donne, ma su una proteina che influisce sulla capacità degli spermatozoi di fecondare l’ovulo, senza alterare nulla, né la loro quantità, né il loro abituale percorso. In più questo pillolo sarebbe assumibile una sola volta ogni tre mesi. Rischi di errore e dimenticanze minime. Entro un anno (dicono i ricercatori) la sperimentazione sull’uomo ed entro il 2013 già nelle farmacie.
Funziona sui topi una sostanza per la contraccezione maschile Potrebbe essere la volta buona per il cosiddetto pillolo. Un contraccettivo maschile è allo studio di ricercatori del Columbia University Medical Center di New York, che hanno sperimentato con successo una molecola su modello murino. Lo studio, pubblicato su Endocrinology, si basa sull'utilizzo del principio attivo BMS-189453, un antagonista dei recettori dell'acido retinoico. Quest'ultimo è un derivato della vitamina A coinvolto nella produzione di sperma.
Stando ai risultati, la molecola riesce a bloccare la produzione di liquido seminale evitando l'utilizzo di ormoni, il che cancella tutti quegli effetti collaterali legati a uno stravolgimento ormonale, in particolare l'aumento di rischio di patologie cardiovascolari e della probabilità di sviluppare tumori alla prostata. La nuova sostanza esercita la sua efficacia già a una dose molto bassa, ovvero 1 mg per chilo di peso corporeo.
A tali condizioni, spiegano i ricercatori americani, il suo effetto non può che essere reversibile. Una volta sospesa l'assunzione del farmaco, il soggetto riacquista i normali livelli di fertilità. Oltre a dimostrare la propria efficacia, nel corso dei test la molecola BMS-189453 non ha provocato alcun effetto collaterale, come ad esempio il calo del desiderio. Ora i ricercatori guidati dalla dott.ssa Debra Wolgemuth cominceranno i test sull'uomo per valutare la possibilità della messa in commercio di un nuovo prodotto anticoncezionale. .
Uno studio condotto da alcuni ricercatori dell'universita' della California, pubblicato sul Journal of Sexual Medicine, ha scoperto che l'ossitocina, negli uomini, inalata tramite spray nasale, produce un miglioramento delle funzioni sessuali. Secondo la ricerca la libido maschile passa da debole a forte, mentre l'eccitazione da difficile diventa facile.
Per gli scienziati il meccanismo di funzionamento dell'ormone non e' ancora chiaro, ma secondo alcuni studi i livelli di ossitocina aumentano naturalmente durante l' eccitazione sessuale e l'ormone interagisce anche con il sistema della dopamina, coinvolto nell'attivita' sessuale. Questa scoperta apre la strada a un nuovi possibili farmaci per le disfunzioni erettili, in particolare per quei soggetti che non rispondono ai medicinali attualmente in commercio.
Un trattamento che utilizza virus in grado di veicolare Dna umano per 'dirigere' le difese naturali del corpo solo contro le cellule tumorali, il Prostvac, sviluppato dalla Bavarian-Nordic Immunotherapeutics, e' il primo vaccino contro il cancro alla prostata ad aver raggiunto in Europa la fase 3 della sperimentazione. La notizia e' stata pubblicata sul 'Guardian'. Finora in Gran Bretagna non e' stato ancora approvato alcun vaccino contro i tumori, ma gli scienziati ritengono che possa non solo raddoppiare l'indice di sopravvivenza, ma anche offrire la base per curare altri tipi di cancro. Il trattamento sviluppo dalla Bavarian-Nordic e' destinato a malati con un tumore in fase avanzata - il cancro alla prostata e' il piu' comune tra gli uomini, ogni anno ne vengono diagnosticati 36mila nuovi casi - che non possono essere curati tramite castrazione e per i quali le opzioni di cura sono molto limitate. I ricercatori intendono effettuare un test su circa 30 pazienti di 10 siti britannici, tra cui le Universita' di Southampton e Surrey, il Royal Marsden Hospital e il Cancer Research UK institute di Leeds.
I pazienti saranno selezionati nei prossimi due mesi e sottoposti a 7 iniezioni sottopelle in un periodo di cinque mesi, durante i quali i medici dovranno valutare la risposta immunitaria e testare gli eventuali effetti secondari. Nelle fasi precedenti la sopravvivenza e' gia' arrivata a una media di nove mesi, cinque in piu' rispetto a quella garantita dalla chemioterapia. Dal momento che il vaccino e' stato geneticamente modificato - al Dna dei virus vengono aggiunti 4 geni umani in grado di colpire le cellule tumorali e evitare quelle sane - i ricercatori hanno dovuto attendere l'approvazione del Department for Environment, Food and Rural Affairs, arrivata a gennaio. "Ora il vaccino e' sperimentato su pazienti che gia' soffrono di cancro alla prostata - ha spiegato Reiner Laus, presidente della casa farmaceutica - ma l'obiettivo e', nel lungo termine, scoprire il modo di utilizzarlo come metodo di prevenzione del tumore"