Per definizione le MST (Malattie Sessualmente Trasmesse) costituiscono un vasto gruppo di malattie contagiose che hanno in comune la prevalente trasmissione per via sessuale e la preminente localizzazione ai genitali esterni. Le MST riguardano tutti ma in particolare gli adolescenti ed i giovani. I motivi dell’elevato rischio di contagio per gli adolescenti di entrambi i sessi sono da ricondurre a un’alta percentuale di «sperimentazioni» sessuali, a una certa riluttanza all’uso del profilattico, e al rifiuto di credere di poter contrarre la malattia, come se fosse un’evenienza che coinvolge solo gli «altri». Infatti gli adolescenti a rischio per l’infezione da batteri, protozoi, virus, ecc. sono quelli che praticano un’attività sessuale non protetta, hanno partner sessuali multipli o hanno rapporti sessuali con soggetti ad alto rischio. Le MST possono essere di origine batterica, virale, protozoaria e micotica. Un breve elenco: sifilide, gonorrea, infezione da chlamidia trachomatis, infezione da micoplasmi genitali, herpes simplex genitalis, infezioni da human papilloma virus e da human immunodeficiency virus, epatite b e c, tricomoniasi genitale, candidosi. La sifilide o lue viene dal treponema pallido e si manifesta con delle ulcere sui genitali e con ingrossamento dei linfonodi. La diagnosi si basa sui dati clinico-anamnestici, sulla identificazione microscopica di T. pallidum e sui risultati delle indagini sierologiche specifiche. La gonorrea, data dai gonococchi gram negativi,anticamente chiamato “scolo” dà delle perdite gialle, purulente dall’uretra ed è spesso accompagnata da faringite.

Papilloma, Herpes ...

I batteri intracellulari quali la chlamidia trachomatis, l’ureaplasma urealiticum ed il mycoplasma hominis sono abbastanza frequenti nel determinare uretriti, epididimiti ed orchiti. L´Herpes genitalis, molto comune, si presenta come una o più vescichette sul glande o in zona vulvare. Peculiare di questo virus è l’andamento cronico-recidivante delle manifestazioni cliniche che seguono alla prima infezione (infezione primaria). L’ínfezione da human papilloma virus (HPV) può presentarsi sotto 3 forme cliniche: 1) condilomi piatti e displasie (che favoriscono l’ínsorgenza del tumore al collo dell’utero ed al glande) 2) condilomi acuminati detti anche “creste di gallo” 3) forme latenti, asintomatiche,si trovano solo con indagini biomolecolari e con lenti di ingrandimento. Le infezioni da virus human immunodeficiency (HIV) vengono trasmesse nell’80% dei casi per via sessuale; si manifesta con febbre, linfadenopatie (ghiandole linfonodali ingrossate) oppure con una infezione opportunista (per es.polmonite ecc.) Anche le epatiti B e C si possono trasmettere sessualmente e possono essere asintomatiche oppure manifestarsi dando spossatezza, febbre, ittero ecc.). La tricomoniasi genitale è la più frequente fra le MST, è un protozoo (parassita) che causa vaginiti ed uretriti, più raramente prostatiti ed epididimiti. La candidosi non viene obbligatoriamente trasmessa per via sessuale, è un fungo molto frequente nelle femmine giovani, spesso è dovuta ad un calo della comune flora batterica in vagina ad esempio in seguito ad una una terapia antibiotica per altra ragione.

L’andrologo nella sua qualità di esperto della sfera sessuale e riproduttiva maschile può intervenire a due livelli nelle MST: svolgendo un intervento preventivo e un intervento terapeutico. L’intervento preventivo si attua fornendo alla popolazione i mezzi conoscitivi delle modalità di contatto tra patogeni (batteri, protozoi, virus, ecc.) e apparato genitale, cioè nozioni sull’anatomia genitale, le dinamiche sessuali dei metodi anticoncezionali e le patologie genitali. L’intervento terapeutico consiste nella diagnosi e nel trattamento medico e/o chirurgico delle molteplici manifestazioni urogenitali che accompagnano tali malattie infettive.

Cosa fare per non ammalarsi di una MST?

  1. evitare rapporti e pratiche sessuali a rischio; 
  2. ridurre il numero delle partners; 
  3. usare il condom (preservativo o profilattico); 
  4. cercare di lavarsi sempre dopo un rapporto sessuale;
  5. in caso di infezione, rivolgersi subito ad uno specialista ed informare il medico senza reticenze; 
  6. in caso di infezione, informare sempre la partner e chiederle di eseguire una visita e la terapia consigliata. 
URINOCOLTURA

E' un esame che serve per evidenziare infezioni a carico dell'uretra e della vescica. Si effettua tipicamente al mattino, raccogliendo le urine in un contenitore sterile dopo aver accuratamente lavato i genitali con un opportuno detergente. Occorre scartare il primo getto delle urine prima di procedere alla raccolta. Tipicamente si ricercano germi comuni e miceti. Alcuni centri effettuano anche l'esame del primo getto delle urine, che va raccolto in un contenitore a parte, su cui si effettuano la ricerca di micoplasmi urogenitali e la ricerca con metodo PCR di alcuni importanti patogeni quali Chlamidya trachomatis, Gonococco e HPV. Nel caso non si possa consegnare il campione da analizzare al laboratorio entro un paio d'ore, è consigliabile conservarlo in frigorifero a +5 C°, ovvero negli scomparti che si trovano più in basso. Importante: è opportuno effettuare questo esame a distanza di almeno 10 giorni dall'ultima eventuale terapia antibiotica.

SPERMIOCOLTURA

La spermiocoltura consiste nell'analizzare la possibile presenza di batteri o altri microrganismi patogeni all'interno del liquido seminale. Tipicamente si ricercano germi comuni e micoplasmi urogenitali, ma alcuni centri effettuano anche la ricerca con amplificazione del DNA (metodo PCR) di alcuni importanti patogeni quali Chlamidya trachomatis, Micoplasma Hominis, Gonococco, HPV e HSV. In caso positivo al referto viene normalmente associato un antibiogramma che indica a quale antibiotico il microrganismo in questione risulta più sensibile. Un esito negativo non esclude la presenza di un'infezione in quanto nel seme ci sono sostanze che possno bloccare la crescita batterica in laboratorio.

Il test risulta necessario quando il paziente lamenta dolore e/o bruciore alla zona perineale, al pene o ai testicoli, possibili sintomi di infezione delle vie genitali maschili. La raccolta del campione deve essere fatta per masturbazione dopo un'astinenza di circa 5-7 giorni. Prima di raccogliere lo sperma il paziente deve urinare, dopodiché deve lavarsi le mani ed il pene con un detergente ed risciacquare abbondantemente per rimuovere il sapone. Il contenitore del liquido seminale deve essere sterile e può essere acquistato in una qualsiasi farmacia; il tempo intercorrente tra la raccolta dello sperma e la consegna del campione non deve superare le tre ore. Importante: è opportuno effettuare questo esame a distanza di almeno 10 giorni dall'ultima eventuale terapia antibiotica.

TAMPONE URETRALE

E' un esame che evidenzia infezioni a carico dell'uretra. Si ricercano di solito germi comuni, micoplasmi urogenitali e Chlamydia trachomatis, quest'ultima con varie tecniche, la più sofisticata delle quali è senz'altro la tecnica PCR. Ogni tipologia di germi necessita di un tampone a sé, quindi tipicamente si introducono nell'uretra due o tre diversi tamponi dando luogo a campioni distinti da analizzare. L'esame va eseguito la mattina prima di aver urinato o dopo alcune ore dall'ultima minzione, e può risultare leggermente fastidioso. E' sconsigliato applicarsi i tamponi da soli, meglio rivolgersi ad un laboratorio provvisto di personale adibito al prelievo. Importante: è opportuno effettuare questo esame a distanza di almeno 10 giorni dall'ultima eventuale terapia antibiotica.

TEST DI MEARES E STAMEY

Il test di Meares and Stamey è un'accurata analisi diagnostica utilizzata per evidenziare e localizzare un'infezione delle basse vie urinarie.

La tecnica si basa sulla raccolta di quattro diversi campioni:

  1. Primo getto urinario (VB1)
  2. Getto urinario intermedio (VB2)
  3. Secreto prostatico mediante massaggio (EPS)
  4. Campione di urina post massaggio (VB3)

I diversi campioni vengono quindi seminati su diversi terreni di coltura. La presenza di batteri o di leucocitosi in VB1 è indice di un'uretrite, in VB2 evidenziano una cistite, mentre in EPS conducono ad una diagnosi di prostatite. Nel caso in cui non si osservi alcuna presenza di batteri ma un elevato numero di leucociti in EPS e VB3 si parla invece di infiammazione prostatica o prostatite abatterica.

Una variante del test di Meares and Stamey è rappresentata dal test pre-massaggio e post-massaggio (PPMT), dove i campioni analizzati sono soltanto il mitto intermedio di urine ed un secondo campione di urine raccolto dopo l'effettuazione di un accurato massaggio prostatico. Questa versione semplificata risulta più facilmente gestibile e richiede costi minori. Il test di Meares and Stamey, anche se poco utilizzato dagli urologi italiani e stranieri, è considerato comunque una delle principali metodiche per evidenziare infezioni delle vie urogenitali.

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