L'infezione da HPV del tratto genitale è causata da papillomavirus umani, piccoli virus a DNA, molto frequente soprattutto nelle donne giovani dove la maggior parte di esse si infetta entro pochi anni dall'inizio dell'attività sessuale. A tutt'oggi sono stati identificati più di 150 genotipi di HPV che infettano la specie umana , dei quali circa 40 sono associati a patologie del tratto genitale, sia benigne che maligne. 

Classificazione

A seconda della capacità di indurre una trasformazione neoplastica dell'epitelio infetto e quindi sulla base del loro potere oncogeno i virus HPV sono stati pertanto suddivisi in 3 gruppi:
a basso rischio di trasformazione , più frequentemente associati a lesioni vegetative benigne(condilomi) quali gli HPV 6, 11, 44, 53-55, 26, 32, 42, 61, 62, 81-84, 64, 34, 73, 66, 67,69,70,40,57
a rischio intermedio , ma talvolta identificati in lesioni neoplastiche: HPV 35 ,39, 41, 51, 52,56,58,59,68ed
a rischio elevato , cioè identificati in più dell''80% dei carcinomi della cervice uterina : HPV 16(nel 50%), 18 , 31, 33,45.

Per quanto riguarda gli organi genitali, la trasmissione dell'infezione avviene prevalentemente per via sessuale. I microtraumi dei tessuti legati al rapporto permettono al virus di superare le barriere difensive e quindi infettare le cellule. La localizzazione delle lesioni è pertanto tipica delle sedi caratterizzate da una maggiore fragilità epiteliale. È anche documentata la trasmissione per contagio indiretto attraverso asciugamani, biancheria intima e sebbene non si sappia quanto tempo il virus viva fuori dall'organismo, si ritiene che questo tempo sia breve e pertanto una sua trasmissione indiretta può essere possibile.
La latenza dell'infezione è variabile per cui non è possibile stabilire quando questa si è instaurata. Il periodo di incubazione può oscillare tra 1 e 8 mesi. I fattori associati al rischio di infezione con HPV sono: un numero elevato di partner e/o rapporti sessuali, un'elevata promiscuità sessuale del partner, la presenza di altre infezioni sessualmente trasmesse e uno stato di immunodepressione attribuibile, fra le altre possibili cause, anche ad un'infezione da HIV. L'infezione è generalmente transitoria, nel senso che il virus viene eliminato dal sistema immunitario prima di produrre qualsiasi effetto patogeno. L'infezione regredisce infatti spontaneamente in 1 anno nel 50% dei casi ed in 2 anni nell'80% dei casi.

Si stima che l'80% della popolazione sessualmente attiva contragga almeno una volta nella vita l'infezione. Nei maschi, l’infezione, in base al ceppo virale interessato, può portare a due conseguenze: la prima riguarda la formazione di lesioni asintomatiche dove in questo caso l’uomo funge da “portatore sano” e può contribuire allo sviluppo di patologie Hpv-correlate nella donna. La seconda, invece, prevede la manifestazione di lesioni sintomatiche quali le verruche genitali (condilomi acuminati), le forme tumorali dell’area ano-genitale e oro-faringea, e i papillomi laringei. Per ciò che riguarda la formazione di condilomi, i ceppi virali coinvolti sono Hpv 6 e 11, ai quali sono attribuite il 90% di manifestazioni. Tra questi, Hpv 6 risulta essere il principale responsabile.

I tumori causati dal Papilloma virus

I maggiori responsabili della formazione di neoplasie Hpv-correlate nel maschio sono l’Hpv 16 e18, definiti ad alto rischio oncogeno e che sono anche responsabili del cancro della cervice uterina nelle donne. Nel maschio, i tumori provocati da infezione da Hpv interessano in particolare l’apparato genitale e il distretto oro-faringeo . Si pensi che circa l’80-90% di neoplasie anali, il 50% di neoplasie del pene e 45-90% dei tumori della testa e del collo sono legati a questo tipo di infezione.

Al momento, per l’uomo, l’unico strumento efficace in termini di prevenzione è il vaccino quadrivalente, in grado di proteggere da condilomi e lesioni causati da Hpv 6, 11, 16 e 18. Così come per le donne, affinché sia pienamente efficace, il vaccino deve essere somministrato prima di entrare in contatto con l’infezione, a partire dai nove anni d’età. Il nuovo Piano nazionale Italiano di prevenzione vaccinale include anche i ragazzi dodicenni nel programma di vaccinazione Hpv ed in alcune regioni d’Italia quali Puglia, Friuli Venezia Giulia e Veneto, il servizio è già attivo.

Nota Bene : In caso di sospetto rapporto a rischio è fondamentale recarsi dallo specialista e comunicare la problematica anche alla partner in modo che possa procedere con i necessari accertamenti clinici.

Riassumendo :

  • Il virus colpisce entrambi i sessi: in Europa più di 1/3 dei tumori correlati all’HPV è a carico del maschio
  • L’HPV si trasmette non solo attraverso rapporti sessuali vaginali, orali e anali, ma può essere sufficiente il semplice contatto con la pelle per la trasmissione.
  • Gli unici metodi di protezione dal contagio sono la vaccinazione e l’uso corretto del profilattico.

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