STRETTA DEL MINISTERO DELLA SALUTE SUI FARMACI ACQUISTATI ONLINE
29/03/2012
Un «potenziamento della vigilanza e del controllo», per monitorare «tutto quanto fuoriesce dal circuito normale della dispensazione del farmaco», con una attenzione particolare alle insidie del web. La annuncia il ministro della Salute, Renato Balduzzi, dopo il caso della 29enne morta a Barletta a seguito della somministrazione di sorbitolo acquistato online. Si è poi appreso che la sostanza acquistata conterrebbe nitrito di sodio con una concentrazione del 70% e non sorbitolo. Comunque il sito di annunci eBay ha bloccato tutte le vendita di sorbitolo. Il 41% degli italiani ignora invece che l’acquisto di medicinali su internet nel nostro Paese è vietato. Lo evidenzia un’indagine dell’Aifa. Da analisi a campione sulla qualità dei medicinali più richiesti sul web, nella metà dei casi sono risultati contraffatti. Eppure il numero di chi li acquista online - nel 50% dei casi senza ricetta - è in aumento ed è scarsa la percezione dei pericoli. Il Codacons chiede l’oscuramento dei siti che vendono farmaci «con la stessa procedura seguita per i siti pedopornografici». Al web si sono rivolte sino ad oggi anche le donne italiane per acquistare la “pillola dei 5 giorni” come contraccezione d’emergenza. «E continueranno a farlo anche dopo aprile, quando la pillola sarà in farmacia - sottolinea la Società di ginecologia - per bypassare l’ostacolo del test di gravidanza obbligatorio previsto solo dall’Italia per dispensare questo farmaco». «Non hanno e non possono avere alcuna finalità di cura»: questa la bocciatura senza appello della Commissione per la nutrizione del ministero della Salute sui prodotti presentati come “naturali” a base vegetale, quali «tisane o integratori». In un documento si spiega che questi prodotti, che «stanno riscuotendo un crescente interesse, con un consumo che coinvolge anche bambini e donne in gravidanza», possono «favorire fisiologicamente le funzioni dell'organismo nell'intento di ottimizzarne il normale svolgimento», ma non curare.