STRETTA DEL MINISTERO DELLA SALUTE SUI FARMACI ACQUISTATI ONLINE
05/02/2014
Un “potenziamento della vigilanza e del controllo”, per monitorare “tutto quanto fuoriesce dal circuito normale della dispensazione del farmaco”, con una attenzione particolare alle insidie del web. Lo annuncia il ministro della Salute, dopo un’indagine dell’Aifa dove rivela che il 41% degli italiani ignora che l’acquisto di medicinali su internet nel nostro Paese è vietato. Da analisi a campione sulla qualità dei medicinali più richiesti sul web, nella metà dei casi sono risultati contraffatti.
Eppure il numero di chi li acquista online - nel 50% dei casi senza ricetta - è in aumento ed è scarsa la percezione dei pericoli. Il Codacons chiede l’oscuramento dei siti che vendono farmaci “con la stessa procedura seguita per i siti pedopornografici”. Al web si sono rivolte sino ad oggi anche molte donne italiane per acquistare la “pillola dei 5 giorni” come contraccezione d’emergenza, “e continueranno a farlo, sottolineano i ginecologi, pe bypassare l’ostacolo del test di gravidanza obbligatorio previsto solo dall’Italia per dispensare questo farmaco”.
Tutto questo vale anche per i cosidetti fitofarmaci che ”non hanno e non possono avere alcuna finalità di cura”: questa la bocciatura senza appello della Commissione per la nutrizione del ministero della Salute, sui prodotti presentati come “naturali” a base vegetale, quali “tisane o integratori”. In un documento si spiega che questi prodotti, che “stanno riscuotendo un crescente interesse, con un consumo che coinvolge anche bambini e donne in gravidanza”, possono “favorire fisiologicamente le funzioni dell'organismo nell'intento di ottimizzarne il normale svolgimento”, ma non curare.