VARICOCELE E INFERTILITÀ MASCHILE

L’infertilità maschile è un problema medico e sociale che, da solo, rappresenta circa la metà delle cause di infertilità, condizione che riguarda circa il 15% delle coppie in età fertile. Vari studi epidemiologici hanno constatato che in Italia 1 maschio su 3 è a rischio di infertilità e che il 10-15% della popolazione in età riproduttiva (13-55 anni) presenta fattori di rischio per l’apparato riproduttivo. L’infertilità maschile può essere classificata in forme che agiscono a livello pre-testicolare, testicolare e post-testicolare e comunque in disfunzioni correlate alla produzione, all’emissione o alla funzionalità degli spermatozoi. 

Il Varicocele è una patologia testicolare che colpisce il 20% della popolazione maschile e il 40% dei maschi infertili ed è quindi la causa più frequente di infertilità maschile.

Si tratta di una dilatazione dei vasi venosi del plesso pampiniforme con associato reflusso. L’ectasia venosa e il concomitante reflusso venoso sono considerati alla base dell’innalzamento della temperatura scrotale e dello stress ossidativo che potenzialmente possono determinare un danno delle cellule spermatiche con aumento dell’apoptosi (morte) cellulare. Lo specialista rileva la presenza del reflusso venoso attraverso la visita ma la diagnosi di certezza avviene attraverso l’ecodoppler scrotale. Tale esame strumentale è eseguito con sonda lineare a elevata risoluzione e frequenza e con Color Doppler adeguato per flussi lenti che consente di valutare tutte le strutture in maniera ottimale e di stimare eventuali alterazioni dei flussi vascolari sia arteriosi sia venosi.

L’esame viene eseguito in posizione supina e in una seconda fase si valutano i vasi del plesso pampiniforme in posizione eretta al fine di diagnosticare un eventuale varicocele. L’esame prevede inizialmente la valutazione degli involucri scrotali per valutare cisti o calcificazioni dell’albuginea, raccolte fluide (ematiche o idrocele), scrotoliti (piccole aree iperecogene maggiormente presenti al fondo scrotale). Lo studio dei testicoli consiste nella valutazione della sede dei didimi, delle dimensioni (volume), dell’ecostruttura e della vascolarizzazione. I testicoli possono essere in sede scrotale, inguinale (testicolo retrattile o criptorchidismo) o al limite dell’anello inguinale inferiore e possono essere ruotati di 90° (testicolo trasverso) o 180° (inversione testicolare). In età adulta i testicoli dovrebbero avere una dimensione volumetrica compresa tra 12 e 25 ml. Sono considerati ai limiti inferiori della norma volumi tra i 10 e 12 ml e francamente ridotti volumi inferiori ai 10 ml. Il volume dei testicoli viene calcolato dalla stima dei tre diametri mediante la formula dell’ellissoide (moltiplicando i tre diametri per 0,52). Tali misurazioni consentono la stima di eventuali dismetrie testicolari, spesso derivanti da patologie in atto o pregresse monolaterali. L’ecostruttura testicolare normale è omogenea, con echi fini e compatti in tutti gli ambiti tranne che in una porzione mediana iperecogena (mediastinum testis).

Dopo la valutazione ecografica si studia il funicolo spermatico e l’eventuale distribuzione di ectasie venose in sede peritesticolare e/o sottotesticolare con valutazione dei relativi flussi basali e durante manovra di Valsalva (inspirazione profonda seguita da contrazione addominale) e tale valutazione è completata dallo studio in ortostatismo. La presenza di ectasie con reflusso patologico basale o dopo manovra di Valsalva e la sede delle stesse consentono di diagnosticare la presenza di varicocele, fattore di rischio per riduzione della fertilità, e di classificarlo in una scala in 5 gradi (secondo Sarteschi). Ultimamente sempre più importanza si dà allo studio della frammentazione del DNA spermatico nel paziente con varicocele. Soprattutto nei pazienti con età superiore ai 35 anni, ritenuti non candidabili a intervento chirurgico di correzione del varicocele. È stato invece dimostrato come l’intervento possa migliorare i tassi di frammentazione del DNA spermatico in modo rapido, ancora prima del miglioramento degli altri parametri del liquido seminale.

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